I vini per la cena di Natale - Dacastello Vini Pregiati

I vini per la cena di Natale

Quale vino scegliere per la cena di Natale?

Pranzo o cena che sia, è l’occasione per stuzzicare le papille gustative con sapori diversi dalla quotidianità.

A base di carne, pesce o vegetariani, i piatti delle feste possono riconciliarci con la tradizione oppure farci viaggiare verso sapori esotici e insoliti.

L’accostamento con il vino giusto è poi il tocco finale per esaltare la potenzialità delle diverse portate.

Quando la la festa comincia

Qualcosa bolle ancora in pentola, gli ultimi ritocchi alla tavola, e la prima bottiglia si apre.

Il modo migliore per entrare nel mood è un aperitivo informale, magari in piedi. Il Prosecco è il vino ideale per creare convivialità e stimolare l’appetito. Il primo brindisi è l’accordatura prima del concerto.

Quale vino per aprire le danze 

Quella di Natale sarà una cena ricca e copiosa. L’antipasto deve stuzzica re l’appetito senza appesantire. A seconda dei gusti ci si può sbizzarrire con un paio di portate, l’importante è che siano di impatto. L’ouverture di un pasto è il momento di massima concentrazione dei commensali e in cui le papille sono più propense a farsi sedurre.

 

Tra gli antipasti ad effetto si può optare per delle Escargot alla Bourguignonne e delle capesante gratinate in alternativa, una crema di piselli con cracker  o dei cestini di polenta.

L’accostamento con il vino segue il principio delle pietanze, meglio optare per un vino fresco, relativamente leggero e dalla forte personalità. Il Soave, è l’esempio perfetto.

Già molto apprezzato dall’imperatore Augusto, il Soave è un vino autoctono, unico per colore, austerità e persistenza. Il terreno scuro, formato da strati vulcanici di tufo e calcare, rendono il Soave D.O.C. Dacastello un vino autentico e di personalità.

Nel V secolo Cassiodoro raccomandava di non far mancare alla mensa reale vini veronesi da uve bianche “soavissimi e corposi” capaci di esprimere “chiara purità, gioviale candidezza e soavità incredibile”.

Valpolicella Ripasso Superiore, un rosso complesso

Valpolicella Ripasso Le Clivie

Pasta all’uovo, di grano duro, risotti, gnocchi o crespelle, nel ventaglio della cucina italiana le possibilità sono infinite.

Si può optare per una ricetta regionale come gli agnolotti al brasato piemontesi o per un piatto stravagante come una zuppa di topinambur al gorgonzola e cioccolato.

In alternativa, cappelletti al brodo o lasagne tra i grandi classici.

Sul versante vino è il momento di spingere l’acceleratore e passare a un vino corposo e intenso, in sintonia con la stagione e l’atmosfera natalizia come la Valpolicella Ripasso Superiore Le Clivie.

Questo vino è il frutto di un felice mélange dei vitigni autoctoni Corvina, Corvinone, Rondinella e Croatina.

La tecnica del Ripasso, con la seconda macerazione del Valpolicella nelle vinacce dell’Amarone e l’affinamento in botti di rovere, regala al vino personalità e complessità sublimi.

Barolo, il re della cena di Natale

Barolo Le Clivie

Dopo una pausa, magari accompagnata da un sorbetto, è il momento di passare all’artiglieria pesante con piatti come il Cappone ripieno, cotechino e lenticchie o vitella in crosta con salsa al tartufo.

Da tradizione, il piatto forte della cena di Natale si accompagna a un vino importante, riservato alle occasioni speciali.

Il Barolo Cru Ravera Le Clivie nasce sulle colline del comune di Novello, nel cuore delle Langhe, territorio riconosciuto Patrimonio dell’Unesco per l’unicità del paesaggio e l’antica tradizione della coltura della vite.

Un territorio dalle caratteristiche uniche al mondo, con le condizioni climatiche ideali per il fragile vitigno del Nebbiolo.

Sintesi perfetta tra arte enologica e territorio, il Barolo Ravera ha un bouquet ampio ed avvolgente, con sentori floreali di viola e fruttati di lampone che nel tempo si impreziosisce di note balsamiche. Al palato è morbido, sapido, tannico, robusto e austero. Un vino aristocratico, rubino per gli occhi e poesia per lo spirito.

Pandoro e Moscato, come tradizione comanda

Si consuma una volta all’anno. In questo sta la magia del Pandoro e del Panettone. Tra le tantissime versioni, l’opzione “Classico” è quella che spesso ottiene maggiore consenso. Curiose e inedite sono comunque anche le versioni con ripieni appetitosi a base di creme o liquori.

Un punto assodato però il l’accompagnamento del vino. Natale = Moscato.

Dolce e aromatico, il Moscato è uno dei più antichi vitigni piemontesi. Fruttato e fresco, il Moscato d.o.c.g. Ogià Le Clivie è il bianco festivo per eccellenza, il vino ideale per chiudere la cena di Natale.

Moscato e Pandoro